• 24 DIC 15
    • 0
    Creme solari: meglio riflettere

    Creme solari: meglio riflettere

    Le creme solari aiutano a non scottarci la pelle quando al sole proprio ci dobbiamo stare, ma è sbagliato utilizzarle per sostituire il cappello, la maglietta, l’ombrellone. In età pediatrica sono senz’altro da preferire la protezione con indumenti e con riflettenti solari minerali in sostituzione delle creme solari.

    La pelle come contatore del sole preso

    I raggi luminosi del sole sono energia elettromagnetica e la banda dei raggi UV danneggia il DNA presente nel nucleo delle cellule dell’epidermide. Si può immaginare il DNA come un contatore, un registratore di tutte le esposizioni solari; un’esposizione equivale ad un danneggiamento e rifacimento della catena del DNA. Ma le continue esposizioni portano al limite le possibilità di riparazione del patrimonio genetico della cellula. Ciò significa che c’è un limite, appunto, alle ore di esposizione al sole e tanto più risparmiamo l’esposizione in giovane età, tanto più avremo margini da adulti o da anziani. E’ una sorta di corsa al risparmio. Ecco perché, un tempo, i bambini venivano esposti solo per poche ore al giorno. Quanto detto vale anche per i raggi UV delle lampade solari abbronzanti.

    Cosa sono le creme solari

    Sono considerate un passo avanti ma in termini di danneggiamento della cute devono essere considerate un passo indietro. Da poco si è capito infatti che le creme solari proteggono bene contro i raggi UVB, quelli delle scottature, ma poco contro i raggi UVA quelli che causano prima l’invecchiamento della pelle e poi i tumori. E’ un errore quindi utilizzare le creme solari per rimanere di più al sole.

    Le creme con filtri chimici

    Queste contengono filtri chimici che assorbono i raggi dannosi UltraVioletti (UV).

    Le creme con schermi fisici

    Queste contengono schermi fisici, ossidi di minerali che riflettono i raggi UV.

    Cosa significa SPF

    Per definire la potenza di una crema è stato identificato il fattore di protezione solare (SPF) espresso da un numero: tanto più alto è il numero, tanto il prodotto dovrebbe proteggerci dal rischio eritemi. Infatti il fattore SPF indica quanto a lungo possiamo esporci al sole senza incorrere in scottatura.

    Che cosa indica SPF

    Una crema con fattore di protezione 20 protegge per il 90%; mentre una crema a protezione 50 protegge per il 96% contro i raggi UVB. L’aumento di protezione quindi tra crema 20 e 50 è minimo e spesso non vale la pena di utilizzare creme con numeri alti perché queste contengono una quantità elevata di filtri chimici che la pelle potrebbe non tollerare. Ciò significa che i filtri medi sono più che sufficienti soprattutto per i bambini e che la vera discriminante (per scongiurare danni cutanei) è il tempo di esposizione. Un discorso analogo vale anche per chi vuole fare un viaggio nei paesi caldi: va bene una crema con protezione “20”, purché si limiti il tempo di esposizione.

    SPF può generare confusione

    Il numero dato al fattore di protezione genera mal intendimento  poiché tutti pensano che 50 protegga il doppio di 25, cosa non vera. Oggi l’attività di protezione delle creme solari è definita con la dizione: bassa, media e alta protezione.
    Il termine Protezione Totale è vietato perché non corrisponde a verità.

    Creme solari: il corretto utilizzo

    Le creme solari non sono fatte per sostituire gli altri mezzi di protezione come magliette, cappelli, occhiali e zone d’ombra. Le creme vanno utilizzate quando non sono possibili altri mezzi di protezione solare come ad esempio sul volto durante una passeggiata in montagna o una gita in barca. Oggigiorno tuttavia per il volto si preferisce utilizzare i compatti formati da riflettenti solari minerali naturali come Argillina Sole che hanno prestazioni e profilo di sicurezza migliore rispetto alle creme solari. 

    Come applicare le creme solari

    Le creme solari vanno applicate prima di iniziare l’esposizione solare, nelle aree che intendiamo proteggere dagli arrossamenti, applicando il prodotto in strato omogeneo senza massaggiare. Il massaggio infatti favorisce la penetrazione del prodotto e diminuisce il fattore di protezione. Le creme solari hanno una durata media di protezione di due ore, dopodiché, se si rimane al sole, vanno riapplicate.

    Creme solari e bambini

    I bambini fino a 4 anni di età non vanno esposti alla luce diretta del sole e quindi non vanno trattati con creme solari.
    Dai 5 anni in poi, è preferibile utilizzare foto riflettenti minerali come Argillina Sole piuttosto che creme contenenti  filtri chimici. I primi non penetrano o interagiscono con la pelle. In età infantile vale ancor di più la regola di limitare le ore di esposizione solare e favorire l’utilizzo dei mezzi di protezione quali cappello, maglietta, occhiali e ombrellone.

    Leave a reply →