• 07 DIC 15
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    Needling come tecnica di dermatologia rigenerativa

    Needling come tecnica di dermatologia rigenerativa

    Il Needling o Skin Needling o in italiano Microperforazione Cutanea Rigenerativa (MCR) è una tecnica, relativamente recente, di Dermatologia Rigenerativa.

    Il principio su cui si basa è molto semplice: se provochiamo ad arte migliaia di microperforazioni attraverso l’epidermide fino alla parte alta del derma provochiamo inevitabilmente uno stimolo importante e complesso.
    Infatti, lo stimolo provocato dalla microperforazione produce sia l’attivazione delle cellule dell’epidermide sia quelle del derma.
    Le cellule dell’epidermide centrate e distrutte dalla penetrazione del microago liberano sia fattori di crescita (citochine) sia fattori di induzione infiammatoria (linfochine). Lo stesso fanno le cellule del derma dove, oltre ai fibroblasti, sono colpite anche cellule dei vasi sanguigni con fuoriuscita nel derma di gocce di sangue. Anche le cellule del sangue portano, nella sede del trauma provocato dal microago, fattori stimolanti come l’ossigeno dei globuli rossi o i fattori di stimolo cellulare delle piastrine.

    Inizialmente il Needling  era eseguito con aghi tipo quelli utilizzati per i tatuaggi e con gli stessi strumenti.
    Più recentemente la tecnica è migliorata con la messa in commercio di appositi rulli rivestiti di microaghi di lunghezza variabile a seconda della applicazione che si vuole eseguire.
    I rulli possono avere differente larghezza, differente numero di file di aghi e aghi a differente lunghezza.

    Poichè gli aghi posti sui rulli penetrano la pelle in modo obliquo sia in entrata che in uscita, molti preferiscono utilizzare Needling Verticali.

    Si tratta di apparecchi che hanno un veloce movimento avanti/indietro muniti di puntale monouso a sei o più aghi. In questi strumenti mediante una ghiera si possono cambiare velocità di perforazione e profondità di perforazione. Questo permette di adattare lo strumento sia ai veri tipi di pelle e problemi cutanei sia nelle differenti aree del volto/corpo

    Nella pratica di Dermatologia Rigenerativa si utilizzano perforazioni pari a 0.5 mm, 1 mm, 1,5 mm.

    I campi d’applicazione della tecnica Needling o MCR

    Quando il Needling si esegue sul volto, lo stimolo causato dalla microperforazione agisce rendendo la pelle più tonica quindi facendo regredire le rughe minori o le linee causate dalla lassità. Lo stesso stimolo riduce le aree di poca vascolarizzazione o di pigmentazione a macchie causate dal danno solare, e utilizzando aghi più  lunghi si possono ridurre le cicatrici d’acne o altre cicatrici e la porosità cutanea eccessiva.
    Il Needling  è in grado di far regredire parzialmente o totalmente, a seconda dei casi, gli in estetismi causati dalle smagliature cutanee in qualsiasi sede.

    Anche nella Rosacea o Couperose l’utilizzo del Needling permette di diminuire o annullare la componente di vasodilatazionne schiarendo la pelle.

    Lunghezza dell’ago e applicazione pratica (esempi)
    Con aghi che raggiungono la profondità di 0.5 mm

    • Stimolo rigenerativo facciale generico
    • Riduzione dei segni di fotoinvecchiamento
    • Riduzione delle linee facciali (rughe minori)

    Con aghi che raggiungono la profondità di 1 mm

    • Stimolo rigenerativo facciale generico
    • Riduzione delle rughe
    • Riduzione delle smagliature
    • Riduzione delle pigmentazioni anomale

    Con aghi che raggiungono la profondità di 1.5 mm

    • Stimolo rigenerativo facciale generico
    • Riduzione delle rughe
    • Riduzione delle cicatrici
    • Riduzione della porosità

    Il controllo del dolore

    La tecnica Needling  con rulli può essere dolorosa mentre quella Verticale/motorizzata  provoca solo fastidio.
    Il dolore è molto soggettivo e nel caso il trattamento  risultasse doloroso si può eseguire una anestesia locale da contatto.
    L’ anestesia si effettua applicando sulla cute del volto una crema anestetizzante contenente lidocaina e prilocaina.
    La crema va applicata ogni 10 minuti per almeno tre volte. Trascorsi 30 minuti si valuta se è avvenuta l’anestesia provando a toccare la cute con la punta di un ago: non si deve sentire dolore. Se l’anestesia non è ancora completa si prosegue con l’applicazione della crema ogni 10 minuti.
    Vi è una gran variabilità interindividuale nei confronti della risposta all’uso dell’anestetico topico.

    La tecnica Needling

    La tecnica è semplice: si passa l’area da trattare con soluzione di alcool etere etilico in parti uguali. Questo passaggio serve per eliminare le tracce di grasso dalla cute e ridurre la carica batterica presente. Se l’operatore è da solo  si stira poi la cute tra il primo e il secondo dito fino a renderla piana, oppure chiede all’assistente di esercitare una trazione della pelle e a questo punto si inizia a passare con il rullo o con il puntale monouso del micromotore, esercitando una pressione uniforme e costante. L’area trattata deve diventare completamente rossa in caso di aghi 0.5 mm o completamente e uniformemente ricoperta da puntini di emorragia in caso di aghi più lunghi. Terminata la microperforazione si passa sull’area trattata il Gel Astringente al cloruro d’Alluminio per coagulare eventuali microsanguinamenti, per astringere e sfiammare l’area tratta.
    A domicilio si userà applicare sull’area trattata, per qualche giorno,  Unguento ai PEG per favorire la riparazione completa del trattamento.
    Per chi desidera mascherare cosmeticamente l’arrossamento provocato dal trattamento è consentito utilizzare polveri e ciprie colorate da applicare al mattino, detersione alla sera con soluzione di Benzalconio Cloruro (Disintyl 240ml) e applicazione per la notte di  Unguento ai PEG .
    E’ invece sconsigliato utilizzare un fondotinta o crema colorata.
    L’esposizione alla luce diretta del sole è da evitare fino a quando la cute non ha terminato la fase d’arrossamento post trattamento. Di solito pochi giorni.
    Non si devono applicare creme solari che interferiscono con il processo ripartivo cutaneo mentre può  essere applicato il  foto riflettente solare minerale Argillina Sole MOST.

    In breve

    Azione Significato
    • Rimozione crema anestetica Preparazione del campo
    • Frizione con Alcool-Etere Rimozione dei grassi
    Riduzione carica batterica
    • Passaggio rullo o puntale Trattamento
    • Applicazione Gel Astringente Disinfettante
    Coagulante
    Astringente
    • Applicazione Unguento ai PEG Cicatrizzante
    • Detersione con Disintyl Lavaggio e disinfezione

    Cosa succede dopo il trattamento

    Dopo un trattamento Needling o MCR la cute appare uniformemente arrossata e sono visibili alcuni piccoli punti di sanguinamento.

    Il ritorno allo stato di riparazione completa avviene in 3-7 giorni.
    In questi giorni è necessario proseguire con la medicazione con Unguento ai PEG.

    Quando non si può eseguire il trattamento Needling

    Nelle seguenti situazioni Needling non può essere effettuato
    • Infezioni attive
    • Alterazioni della coagulazione
    • Difetti di cicatrizzazione
    • Tumori cutanei
    • Acne in fase attiva
    • Eczema o Dermatite Atopica in atto
    • Psoriasi
    • Cheratosi attiniche diffuse
    • Nevi rilevati diffusi

    Quanti trattamenti Needling

    Per ottenere il risultato voluto con la tecnica Needling o MCR occorre programmare più sedute di trattamento.
    Il numero dei trattamenti dipende dalle condizioni cutanee iniziali e dallo scopo che si vuole perseguire.
    In generale occorrono, per vedere i primi risultati, tre trattamenti eseguiti a distanza di un mese l’uno dall’altro.

    Il trattamento Needling associato a PDT

    Il trattamento Needling  può essere associato alla Terapia Fotodinamcica (PDT) per ottenere un Peeling Fotodinamico particolarmente valido.
    Infatti, il trattamento Needling o MCR induce uno stato infiammatorio dell’area trattata, una condizione ottimale per un trattamento fotodinamico. Pertanto se il giorno seguente al trattamento Needling o MCR si applica il fotosensibilizzante Acido AminoLevulinico per circa tre ore e poi si espone alla luce rossa a 630nm di lunghezza d’onda, somministrando circa 75 J/cm2, si ottiene un valido Peeling Fotodinamico (vedi, nella sezione “Il Punto Su”, l’articolo: Cute Fotoinvecchiata – Il Peeling Fotodinamico può rimediare i danni e prevenire i tumori da luce solare. Da: www.dermaclub.it) che collabora all’azione rigenerativa del trattamento Needling .
    Le due tecniche, che hanno un meccanismo d’azione differente, insieme agiscono in sinergia, potenziandosi a vicenda.

    Il trattamento Needling associato a farmaco

    Le Microperforazioni cutanee possono servire anche per far penetrare nel derma farmaci applicati sulla cute che difficilmente potrebbero penetrare da soli.
    In pratica, questa applicazione è più teorica che pratica perché i farmaci stimolanti la cute attualmente conosciuti, come acido retinoico e derivati, hanno un’ottima capacità di penetrazione e quindi non necessitano delle microperforazioni e di contro sostanze organizzate, come ad esempio l’acido ialuronico, anche se “spinte” nel derma non svolgono alcuna funzione.

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