• 02 DIC 15
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    Tatuarsi non fa bene e toglierli fa peggio

    I tatuaggi moderni e professionali sono veri e propri disegni decorativi, figurati o geometrici, impressi nella pelle. Rispetto al passato, quando si utilizzava praticamente solo l’inchiostro di china e i tatuaggi erano neri, oggi sono policromi, con colori brillanti anche fosforescenti o fluorescenti. Il risultato estetico è spesso di grande impatto visivo. La tendenza attuale è di aumentare sia le dimensioni del disegno, sfruttando una maggior superficie cutanea, sia la complessità della storia raccontata dal tatuaggio stesso. Di fronte a veri e propri capolavori artistici e spinti dalle immagini di personaggi in qualche modo famosi e tatuati, è difficile resistere alla tentazione di regalarsi o farsi regalare un bel tatuaggio.

    Ma siamo sicuri che la pelle sia la tavolozza ideale e che i colori siano innocui?

    Anche i medici e i dermatologi rimangono affascinati dai tatuaggi ma per molti motivi devono sconsigliarli. Fino a qualche anno fa ci si preoccupava soprattutto dell’igiene dell’ambiente dove venivano eseguiti i tatuaggi e della professionalità del tatuatore, questo per la prevenzione del passaggio di malattie infettive. Oggi i tatuaggi, da questo punto di vista, grazie alla professionalità della categoria e di alcune disposizioni di legge in materia, almeno in Italia, sono più che sicuri. Il vero problema sanitario, peraltro poco conosciuto dal pubblico e anche dalla medicina, è la tossicità dei pigmenti utilizzati.

    Ecco alcuni dati su cui riflettere

    Per ottenere un buon risultato estetico occorre “caricare” la pelle di una gran quantità di pigmento. Del pigmento iniettato solo il 20/30 % rimane fissato dentro le cellule del derma, i macrofagi, e va a formare il disegno. Il restante pigmento è riassorbito soprattutto dalla circolazione linfatica e quindi giunge ai linfonodi e di qui ad altre sedi sconosciute e rimane imprigionato nel nostro corpo per tutta la vita. Infatti l’uomo non dispone di enzimi in grado di metabolizzare i pigmenti dei tatuaggi altrimenti gli stessi svanirebbero in breve tempo.

    Ma cosa contengono i pigmenti moderni per preoccupare la medicina?

    Quello che preoccupa la medicina è l’assenza di regole sui pigmenti. Il principio di un pigmento per tatuaggio è che sia composto da materiale non metabolizzabile quindi permanente. Di solito si tratta di ossidi minerali ma non tutti gli ossidi minerali vanno bene: alcuni sono allergizzanti, altri sono tossici. Quello che lascia perplessi è che i pigmenti usati non debbano ottenere alcuna certificare la purezza, la sterilità, la biocompatibilità. Allo scopo di rendere i tatuaggi sempre più accattivanti oggi nei pigmenti si mischiano fibre sintetiche come il Nilon e il Teflon, usati nelle vernici micalizzate delle automobili e ben noti carcinogeni umani. Il problema medico deriva dalle ditte che preparano i pigmenti per i tatuatori. Esse non sono obbligate a dichiarare in etichetta la composizione del colore da iniettare. Vengono così a mancare i presupposti per gli studi di tossicologia: composizione e tracciabilità dei componenti. Quello che il cittadino deve sapere, in assenza di regole che lo tutelino, è che nessuno degli ingredienti iniettati per il tatuaggio è  stato approvato per uso umano.

    Molti pigmenti da tatuaggio vengono reclamizzati come pigmenti vegetali o comunque sicuramente atossici

    C’è da dubitare che questo sia vero: il tatuatore, in buona fede, può credere che il pigmento che inietta sia vegetale e atossico ma allo stato attuale per dichiarare questo basta un’autocertificazione. Un po’ poco.

    Per fortuna oggi con il LASER i tatuaggi possono essere cancellati.

    Questo è quanto la gente comunemente crede ed è anche il punto più preoccupante della materia. In realtà il LASER non cancella il tatuaggio ma lo fa sparire dalla nostra vista. La cosa avviene così: il raggio LASER, penetrando nella pelle, colpisce le particelle di pigmento rimaste intrappolate nelle cellule del derma e le frantuma in particelle molto più piccole. Il tatuaggio scompare dalla vista perchè le particelle così ottenute sono troppo piccole per essere viste.

    Un rischio più serio

    A questo punto si sono formate all’interno della pelle particelle molto simili ai nano materiali, oggi sotto accusa, assieme alle polveri sottili, per essere dei carcinogeni. Un recente studio tedesco ha dimostrato che, dopo la “polverizzazione” del tatuaggio da parte del LASER, i linfonodi vicini al tatuaggio si riempiono di questa “polvere” di pigmento ed ingrossano. Successivamente questa polvere sarà in circolo e andrà a depositarsi chissà dove e chissà con quali danni per l’organismo. Ce ne è abbastanza per pensare che i tatuaggi facciano male e che toglierli, almeno con il LASER faccia ancor peggio.

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