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    Meduse e reazioni della pelle: cosa fare

    Le meduse sono sempre più diffuse nei nostri mari ed il contatto accidentale con esse è sempre più probabile.

    Le meduse possono provocare lesioni da contatto anche importanti ed è bene sapere come comportarsi in questi casi.

    Cosa sono le Meduse

    Appartengono al Phylum dei Celenterati o Cnidari, classe degli Scifozoi. Il termine Scifozoi significa animali a forma di tazza. Le meduse posseggono particolari cellule dette cnidoblasti che contengono una struttura urticante chiamata nematocisti. Essa possiede un filamento avvolto su sé stesso che viene espulso e si conficca nella pelle appena si tocca la medusa.

    Perché le Meduse stanno diventando più numerose

    Vi sono varie ipotesi. Le più accreditate sono l’inquinamento, il riscaldamento delle acque, i cicli biologici.
    Per la prima ipotesi sono i fertilizzanti che finiscono nelle acque vicine alle coste a creare un habitat favorevole alla riproduzione delle meduse.
    Il riscaldamento delle acque porterebbe a una maggior presenza di plancton, il cibo delle meduse, in vicinanza delle coste.
    Per alcuni ricercatori le meduse si riproducono nei mari aperti ma ciclicamente ogni 10-11 anni si trasferiscono a riprodursi in vicinanza dei litorali.

    Le Meduse e i loro tentacoli

    Quali sono le meduse più comuni nel Mar Mediterraneo

    Sono tre:

    la Pelagia nocticula è detta anche medusa luminosa perché di notte è fosforescente, ha dimensioni di circa 10 cm di diametro, possiede tentacoli fini ma lunghi ed è particolarmente pericolosa perché si presenta spesso in branchi di molte centinaia di elementi

    la Cotylorhiza tuberculata, ha una forma a disco e anche i tentacoli terminano con dei dischetti, ha un aspetto a cespuglio fiorito ma rovesciato

    la Rhizostoma pulmo  è la più grande, fino a 60 cm di diametro, con un ombrella bianco latte a margine violetto.

    I Tentacoli: a cosa servono i tentacoli

    Hanno funzione sia offensiva sia difensiva; essi sono rivestiti da particolari cellule dette cnidociti in grado di iniettare nella preda un liquido urticante. Il liquido può uccidere le prede più piccole che serviranno da alimento per la medusa o allontanare gli animali più grandi potenzialmente pericolosi per la medusa.

    Il liquido urticante

    E’ di solito costituito da una miscela di tre proteine: una ad effetto paralizzante, una con effetto infiammatorio e una neurotossica.
    Sebbene alcune meduse di grandi dimensioni possano causare la morte dell’uomo per shock anafilattico, normalmente il contatto con i tentacoli della medusa provoca solo una reazione infiammatoria locale.

    La pelle al contatto con la Medusa

    Quale sensazione percepisce la pelle

    Un intenso bruciore e dolore. Subito dopo, la pelle diviene arrossata e compaiono piccole rilevatezze dette pomfi.

    La sensazione di bruciore dura 30 minuti circa, poi si trasforma in sensazione di intenso prurito.
    Il grado di dolore bruciore è differente a seconda delle aree di pelle colpite e può diventare insopportabile se viene colpita più del 50% della superficie corporea.
    In alcuni soggetti la reazione da puntura di medusa si trasforma in una reazione permanente che dura mesi o anni in forma di pigmentazione o di cute infiammata e pruriginosa.

    Quali sono gli esiti

    L’area di pelle colpita dalle meduse rimane sensibile alla luce solare e tende scurirsi rapidamente. Per evitare che la pelle si macchi occorre tenere coperta l’area colpita fino a quando è finita l’infiammazione, di solito un paio di settimane.

    Quale è la prima cosa da fare se si viene punti da una Medusa

    Non farsi prendere dal panico, non gridare e respirare normalmente. Se si è vicino alla riva, raggiungerla ed uscire dall’acqua. Se si è al largo occorre richiamare l’attenzione del natante più vicino e farsi aiutare ad emergere. Una volta fuori dall’acqua verificare che non vi siano parti di medusa rimaste attaccate alla pelle. In questo caso devono essere tolte. Se non si dispone di mezzi di medicazione l’unica cosa utile è far scorrere acqua di mare sulla parte infiammata. In questo modo si può diluire la tossina non ancora penetrata. Evitare di grattarsi o di strofinare la sabbia o ricorrere a medicazioni estemporanee con ammoniaca, aceto, alcool o altri rimedi fai da te: non si fa altro che peggiorare la situazione.

    La medicazione della puntura di Medusa: cosa fare e cosa non fare, quando preoccuparsi

    Cosa fare in caso di puntura di Medusa

    Occorre procedere con l’applicazione di Gel Astringente al Cloruro d’Alluminio.
    Questo prodotto ha un’immediata azione antiprurito e neutralizza l’azione delle tossine non ancora penetrate. La cute si sfiamma rapidamente e non rimangono segni.

    Cosa non fare in caso di puntura di Medusa

    L’impiego di creme al cortisone o contenenti antistaminico non sono indicate perché questi farmaci entrano in azione dopo 30 minuti dall’applicazione, cioè quando il massimo della reazione è già avvenuta.

    Quando ci si deve preoccupare

    Se si evidenzia nel soggetto colpito una reazione cutanea diffusa e sono evidenti difficoltà respiratorie, pallore, sudorazione e disorientamento, la cosa migliore è chiamare il 118 e spiegare di cosa si tratta: si riceveranno le istruzioni sul da farsi in attesa che arrivi il Personale di Pronto Soccorso

    Conclusione

    la puntura di Medusa sembra essere un evento più comune di quanto si possa pensare. Allora basta non farsi prendere dal panico e seguire i nostri consigli.

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