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    Acne: si guarisce senza farmaci

    Acne: si guarisce senza farmaci

    Concetti introduttivi

    L’ acne è una delle affezioni più comune in campo dermatologico. L’acne si definisce “Giovanile” o puberale perché insorge nel periodo di sviluppo sessuale ed è questa la forma più conosciuta.
    L’acne può tuttavia proseguire dopo il periodo puberale o apparire per la prima volta intorno ai 20 anni o più in la. In questo caso l’acne si definisce  “Tardiva”.
    L’acne Giovanile o Tardiva può essere di grado lieve, medio o grave.
    Infine l’acne si suddivide in base all’espressione clinica in: comedonica, comedonico/cistica, cistica, nodulo/cistica, ecc.
    Le cause dell’acne risiedono sostanzialmente nella familiarità, o predisposizione individuale a sviluppare acne e nello stress psichico.
    Un tempo si riteneva l’acne conseguenza di squilibri ormonali soprattutto della sfera sessuale, oggi questa teoria è smentita da molte evidenze cliniche: l’acne compare anche a chi non ha alcuna alterazione ormonale.
    Oggi si conosce che è la cute stessa delle zone del volto e del tronco a produrre ormoni androgeni, almeno quando il soggetto è sottoposto a stress psicofisico.
    Poiché gli ormoni androgeni che generano l’acne vengono prodotti dalla cute stessa è inutile se non dannoso ricorrere a trattamenti antiandrogeni con farmaci sistemici: si creano squilibri e non si risolve l’acne.

    I più frequenti errori nel trattamento dell’Acne

    La lotta contro i batteri

    In passato si credeva che i batteri della cute, e in particolare il Propionobacterium acnis, fossero i protagonisti dell’acne. Di qui l’impiego di antibiotici per via sistemica o per via topica oppure di potenti antisettici. Questi trattamenti sono risultati più dannosi che utili e in particolare l’uso dell’antibiotico somministrato per lungo tempo espone il paziente al rischio di dismicrobismo, alterazioni epatiche, produzione di batteri antibiotico resistenti. Che i batteri non fossero la causa dell’acne, ma la conseguenza dell’infiammazione, si è capito intorno agli anni 80 quando con l’introduzione dei derivati dell’acido retinoico, cioè della vitamina A, si otteneva la guarigione dell’acne senza l’uso di antibiotici. Nonostante questa evidenza antibiotici e antisettici vengono ancora oggi prescritti nel trattamento dell’acne.

    L’uso della pillola anticoncezionale o degli ormoni

    Il fatto che l’acne si potesse sviluppare alla pubertà faceva ritenere che la causa fosse uno squilibrio degli ormoni sessuali. In effetti gli ormoni androgeni, in alcuni soggetti con problemi endocrinologici, possono causare l’acne. Di qui il ricorso, almeno per le femmine, all’impiego di pillole anticoncezionali o di antiandrogeni o di tutte e due.
    In realtà lo sviluppo dell’Acne ha poco a che vedere con la disfunzione degli ormoni. Anzi se si esegue, nei soggetti acneici, il dosaggio ormonale questo risulta perfettamente nella norma. Un altro errore interpretativo veniva dall’ecografia delle ovaia. La donna in età fertile ha all’ecografia ovaie “micropolifollicolari” cioè con i follicoli ovarici in evidenza. Spesso questo aspetto era confuso con il quadro “micropolicistico” e quindi con una malattia che si chiama “Ovaio Policistico”. La Sindrome dell’Ovaio Policistico è invece una malattia complessa che peraltro raramente si accompagnata da acne. Da questa erronea interpretazione ne derivava la prescrizione  di ormoni estrogeni ad alto dosaggio e di antiandrogeni.
    Oggi si conosce che è la cute stessa a produrre gli ormoni androgeni secondo stimoli slegati dall’attività delle ovaie. Da qui l’indicazione a non ricorrere all’impiego della pillola anticoncezionale o di altri ormoni.

    Il Peeling chimico

    Il Peeling Chimico si effettua applicando sulla cute acidi come l’acido tricloracetico, glicolico, piruvico o salicilico. Questi acidi, ad opportuna concentrazione, bruciano la superficie della cute, l’epidermide, ne provocano il distacco e poi la riparazione. Questi acidi applicati sulla cute acneica esercitano un’azione di “pulizia” dell’acne che purtroppo è solo temporanea. Ripetendo i trattamenti peeling si ottengono risultati negativi come danneggiamento della cute, macchie pigmentarie, peggioramento dell’acne.
    Anche questa strada è risultata impraticabile.

    L’era dell’Acido Retinoico

    L’acido retinoico e in particolare il suo derivato acido 13-cis retinoico, sono potenti farmaci contro l’Acne. L’acido 13-cis retinoico agisce impedendo che si formino tappi cornei a livello dello sbocco delle ghiandole sebacee sulla cute ed è quindi un potente farmaco contro l’Acne di qualsiasi tipo. Purtroppo questo farmaco quando assunto per via orale, ha molteplici controindicazioni, la più temuta di delle quali è la capacità di creare gravi malconformazioni nei feti. Anche l’aumento del colesterolo, la calcificazione dei tendini e la depressione psichica sono temuti eventi collaterali nell’uso di acido retinoico.
    L’acido retinoico può invece essere usato per applicazione sulla cute dove non ha effetti collaterali se non quello di provocare secchezza ed arrossamento (retinoid dermatitis).

    Il  Micropeeling per curare l’acne

    Nel Micropeeling le sostanze peeling utilizzate sono a bassa concentrazione ma vengono applicate ogni giorno da paziente stesso. Si ottiene così una specie di pulizia forzata della cute attraverso l’accelerazione della desquamazione. In questo modo si ottengono due importanti risultati curativi per l’acne: l’eliminazione dei comedoni o delle cisti e la possibilità di mantenere il risultato ottenuto fino a quando è necessario. Il Micropeeling infatti non danneggia la cute è può essere utilizzato per anni.

    La scelta degli agenti Micropeeling e delle concentrazioni

    Per formulare un prodotto Micropeeling  ad azione antiacne e per uso quotidiano  occorre bilanciare gli agenti Micropeeling  affinchè siano efficaci ma non causino irritazione. L’ Acido Salicilico e Acido Glicolico sono acidi presenti in natura che hanno un ‘azione sinergica ed entrambi agiscono dissociando le lamelle cornee cioè esercitando un azione Micropeeling.  Si ottiene così un preparato sicuro nell’utilizzo quotidiano e con buona attività antiacne.

    Il trattamento Micropeeling in pratica

    In pratica alla sera occorre eseguire l’applicazione della lozione Micropeeling (Glicosal lozione) sulle aree acneiche. La cute deve essere priva di trucco e asciutta. Per rimuovere il trucco e pulire la pelle si consiglia di utilizzare un detergente non schiumogeno (Base Lavante Eudermica). Con questo tipo di strucco la cute rimane morbida e pronta a ricevere la lozione Micropeeling.

    L’applicazione della lozione va effettuata con un dischetto di cotone da strucco inumidito della lozione stessa. Di solito sono sufficienti 7/10 gocce. A questo punto occorre massaggiare delicatamente in senso circolare tutta l’area da trattare, passando e ripassando il dischetto sulla stessa zona fino al completo assorbimento della lozione (dischetto asciutto).

    Non bisogna frizionare energicamente per non provocare arrossamento da strofinamento. Dopo l’applicazione della lozione Micropeeling la cute non va lavata e non va applicato alcun prodotto. Al mattino seguente la cute può essere lavata con la sola acqua del rubinetto e non va applicata crema idratante o altro tipo di cosmetico.

    Il trucco è permesso ma solo con prodotti da applicare con pennello come i trucchi minerali (Argillina Sole) o coprenti ai poligliceroli con pigmenti minerali naturali ( Argillina Color) Entrambi questi prodotti non sono comedogenici. . Occorre invece evitare assolutamente l’uso di creme colorate (fondotinta). Infatti questi trucchi causano follicoliti e comedoni soprattutto per chi è portato all’acne.

    Il trattamento Micropeeling: problemi

    Le difficoltà che il paziente incontra in un trattamento Micropeeling sono: la secchezza cutanea, il possibile peggioramento iniziale, il miglioramento non immediato.
    La cute diviene secca sia per l’azione desquamante degli agenti micropeeling sia per il divieto di applicare creme idratanti. La secchezza cutanea può essere fastidiosa all’inizio del trattamento ma diminuisce man mano si prosegue.
    Il miglioramento dell’acne con un trattamento di tipo Micropeeling avviene a partire dal secondo/terzo mese di trattamento ed è importante conoscere questo perchè altrimenti si può incorrere in un erroneo giudizio negativo sul trattamento stesso.
    Ancor più importante è conoscere che nei primi due mesi di trattamento si può notare un peggioramento dell’acne stessa. Questo fenomeno, non sempre presente, è dovuto all’azione di superficializzazione delle cisti e comedoni provocata dal Micropeeling e pertanto si può avere la falsa impressione di essere peggiorati. In realtà l’apparente peggioramento è il segno evidente che il trattamento sta funzionando.

    Quando il Micropeeling non basta: il Micropeeling Combinato

    Nelle forme di acne più gravi o dove la cute è molto seborroica, il Micropeeling da solo non è sufficiente a controllare l’acne. In questo caso si ricorre al Micropeeling Combinato. In pratica si aggiunge una frizione con Acido Retinoico in lozione. (nome commerciale: Airol Lozione, in farmacia). Questo prodotto viene venduto in confezione senza contagocce pertanto è bene fornirsi di un contagocce per calcolare le 7/10 gocce che dobbiamo mettere sul dischetto di cotone. La frizione con Airol Lozione si esegue come con la lozione Micropeeling ma, per evitare la dermatite da retinoide, si utilizza una sera alla settimana o al massimo due sere la settimana al posto della lozione Micropeeling. La scelta tra il trattamento Micropeeling Semplice e quello Combinato spetta al dermatologo che valuta il tipo di acne, il tipo di cute e la stagionalità.

    Le regole del Micropeeling

    La tecnica del Micropeeling Semplice o Combinato è molto pratica tuttavia occorre rispettare alcune regole per far si che il trattamento abbia la maggiore efficacia possibile.

    Queste regole sono:
    Durante il trattamento ricordarsi di:
    Non usare saponi o latte detergente ma lavarsi/struccarsi con detergente non schiumogeno (come Base Lavante Eudermica)
    Non utilizzare creme colorate per il trucco
    Per il trucco è consigliabile utilizzare il Trucco Minerale come Argillina Sole che non penetra nella pelle.

    Per chi desidera mascherare le imperfezioni cutanee durante il trattamento Micropeeling può applicare Argillina Color. Questo coprente non causa follicoliti o comedoni.

    • Non utilizzare creme idratanti o emollienti di giorno
    • Non sottoporsi a pulizia del volto
    • Non schiacciare o spremere i punti neri
    • Non esporsi a lampade UV
    • Non utilizzare altri farmaci o vitamine
    • Non seguire diete particolari
    • Non utilizzare creme solari

    Durante il trattamento la cute diventa secca e desquamante per permettere l’eliminazione dell’acne, se compaiono bruciori o arrossamenti si sospende il Micropeeling per qualche giorno , la pelle torna normale e poi si può riprendere il trattamento usando meno gocce o eseguendo il Micropeeling a sere alterne.
    Nei mesi estivi non potendo utilizzare le creme solari si utilizza il Fotoriflettente Minerale Argillina Sole.
    Quando la pelle è troppo secca e tira, non potendo usare creme idratanti/emollienti, si può applicare al mattino un velo di Unguento Emolliente Estremo , che non penetra nella pelle e quindi non è comedogenico. Lo stesso Unguento può essere utilizzato come sottotrucco per il Trucco Minerale. Se si usa Argillina Color, che ha anche azione idratante,  non è necessario usare Unguento Emolliente Estremo.

    Dal Micropeeling alla Terapia Fotodinamica

    Il trattamento Micropeeling Semplice o Combinato è un trattamento molto efficace per la maggior parte delle forme di acne, tuttavia oggi si dispone di un altro trattamento altrettanto efficace che è la Terapia Fotodinamica o PDT.
    In breve questo trattamento prevede l’applicazione nelle aree acneiche di un unguento contenete l’Acido 5 Amino Levulinico (5 ALA). Questa sostanza, che non è un farmaco, è in grado di penetrare all’interno dei follicoli infiammati dell’acne. Dopo due ore dall’applicazione, la sostanza si è trasformata all’interno dei follicoli in un composto, la Protoporfirina IX, che si attiva con una luce rossa di particolare lunghezza d’onda ed intensità. L’attivazione con la luce provoca una pronta liberazione di radicali di Ossigeno. Si ottiene così la sterilzzazione immediata del follicolo e quindi, nei giorni seguenti, la scomparsa dell’infiammazione.

    Inoltre si ha un’azione di desquamazione intensa (effetto fotopeeling) per cui molti punti neri e microcisiti si eliminano già dopo una settimana.
    La Terapia Fotodinamica è molto efficiente nello spegnere l’infiammazione e, poiché non utilizza farmaci, è innocua e può essere eseguita senza limiti, tuttavia richiede la disponibilità di più tempo rispetto al Micropeeling, circa 3 ore per applicazione, ed inoltre è più costosa.

    La Terapia Fotodinamica non sostituisce il Micropeeling.

    In pratica il trattamento Micropeeling rimane il trattamento di scelta e la Terapia Fotodinamica si applica, insieme al Micropeeling, quando ci si trova di fronte ad un’acne molto infiammatoria con difficoltà ad iniziare un trattamento Micropeeling, oppure quando si voglia comunque accelerare il processo di guarigione o nei casi di un improvviso peggioramento dell’acne, di solito causato da stress.
    Dal Micropeeling alla Fotodinamica: un piano terapeutico completo senza assumere farmaci
    L’avvento della Tecnica Micropeeling prima e della Terapia Fotodinamica poi ha cambiato radicalmente il modo di trattare l’acne sia Giovanile sia Tarda.
    Con questi metodi si ottengono risultati validi senza ricorrere all’uso di farmaci cosa estremamente importante nell’acne trattandosi di patologia che coinvolge adolescenti o giovani donne in età fertile. Guarire dall’Acne senza assumere farmaci è un grande traguardo tuttavia per ottenerlo occorre avere costanza nel trattamento e fiducia nel Dermatologo considerando che l’Acne non è una malattia acuta ma una cronica con momenti di miglioramento e peggioramento che si susseguono, spesso senza causa apparente.

    Allegato 1

    La Terapia Fotodinamica (PDT) nel trattamento dell’Acne

    • Per accelerare la guarigione, per spegnere l’infiammazione, per evitare cicatrici, per contrastare i momenti di peggioramento modernamente si utilizza la tecnica delle Terapia Fotodinamica (PDT).
      La Tecnica PDT non utilizza farmaci ma sfrutta la reazione fotodinamica con luce rossa per sfiammare il follicolo acneico (foruncolo).
    • In pratica si applica sull’area da trattare un unguento contenente una sostanza chiamata 5-aminolevulinico (5-ALA). Questa sostanza viene captata dai follicoli infiammati dell’Acne e trasformata in un prodotto fotoattivo, cioè capace di reagire con la luce (Protoporfirina IX).
    • Dopo aver applicato l’unguento contenente 5-ALA, la parte viene coperta con appositi bendaggi.
    • Trascorse 2 ore circa, l’area viene esposta alla luce visibile rossa di lunghezza d’onda intorno a 630nm per un tempo da 10 a 20 minuti.
    • Durante l’illuminazione si percepisce una sensazione di calore che è maggiore quanto più è intensa l’Acne. Il calore percepito è di solito ben tollerato e nei casi di intolleranza si procede al raffreddamento con spray d’acqua.
    • Dopo il trattamento la pelle appare arrossata e va medicata con un apposito unguento cicatrizzante senza bendaggio.
    • Nella settimana successiva nell’area trattata i foruncoli dell’Acne si seccano e desquamano. Durante questo periodo occorre applicare l’Unguento ai PEG 2 volte al giorno senza bendare, lavarsi con un’apposita base lavante e non esporsi alla luce forte solare o lampade UV.
    • Trascorsa una settimana si continua il trattamento Micropeeling come da prescrizione del Dermatologo.
    • Il Trattamento Fotodinamico, se vi sono le indicazioni, può essere ripetuto più volte poiché non crea danni alle strutture della pelle.

    PDT: Effetto dopo una settimana. Si nota negli ingrandimenti la diminuzione drastica dei comedoni.
    PDT: negli ingrandimenti si nota l’azione antinfiammatoria e la diminuzione dei comedoni.
    In questa paziente prima è stata utilizzata PDT per ridurre lo stato infiammatorio e poi Micropeeling per condurre a remissione l’acne.
    In questo caso di è utilizzato prima la PDT e poi il Micropeeling Combinato fino a portare a remissione completa.

    Acne Tarda: in questo caso si è ridotta la componente infiammatoria con PDT e poi con il Micropeeling semplice si è ottenuta la remissione

    PDT: effetto dopo una settimana. Si nota negli ingrandimenti la diminuzione drastica dei comedoni

    PDT: negli ingrandimenti si nota l’azione anti infiammatoria e la diminuzione dei comedoni

    In questa paziente è stata utilizzata prima PDT per ridurre lo stato infiammatorio e poi Micropeeling per condurre a remissione l’acne

    In questo caso si è utilizzato prima PDT e poi Micropeeling combinato fino a portare a remissione completa l’acne

    Acne Tardiva: in questo caso è stata ridotta la componente infiammatoria con PDT e poi con il Micropeeling semplice si è ottenuta la remissione

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