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08/08/2023La Psoriasi è una malattia infiammatoria cronica della pelle caratterizzata da un’anomala accelerazione del ricambio cellulare dell’epidermide. Si manifesta con placche arrossate e desquamanti che compaiono preferenzialmente sul cuoio capelluto, sul corpo, sulle unghie, sulle mani e sui piedi.
Nonostante sia una delle malattie dermatologiche più diffuse, la Psoriasi rimane per molti aspetti una patologia complessa e spesso fraintesa. Proprio per questo motivo è importante comprendere come si modifica la pelle psoriasica e quali strategie si possono attuare per controllarne le manifestazioni.
Indice
Pelle psoriasica: come cambia la cheratinizzazione
Per comprendere la Psoriasi occorre osservare cosa accade nella cute psoriasica.
Nella pelle normale le cellule dell’epidermide maturano progressivamente fino a formare lo strato corneo superficiale. Questo processo prende il nome di cheratinizzazione e richiede diverse settimane.
Nella pelle psoriasica, invece, la cheratinizzazione avviene in modo accelerato. Le cellule dell’epidermide non riescono a completare correttamente il proprio ciclo di maturazione e si accumulano in superficie formando squame spesse e facilmente visibili.
Lo stesso fenomeno può interessare anche la lamina ungueale, dando origine alle alterazioni delle unghie tipiche della Psoriasi.
La conseguenza clinica è la comparsa delle caratteristiche placche ricoperte da squame biancastre che rappresentano il segno più evidente della malattia.
Strato corneo normale

Strato corneo psoriasico

Farmaci e Cortisone
La Psoriasi è una malattia infiammatoria cronica, e non una malattia autoimmune come spesso viene definita anche in articoli scientifici, e proprio per questo motivo il cortisone viene frequentemente utilizzato nel tentativo di controllarne i sintomi.
Tuttavia il problema principale del cortisone nella psoriasi è che produce un miglioramento temporaneo senza modificare il comportamento biologico della malattia.
Quando il farmaco viene ridotto o sospeso può comparire il cosiddetto fenomeno di rebound, cioè una ripresa delle lesioni spesso più intensa rispetto alla situazione iniziale.
A questo si aggiunge il fenomeno della tachifilassi, cioè la progressiva perdita di efficacia del trattamento.
Tra i possibili effetti collaterali del cortisone utilizzato a lungo si possono osservare:
- assottigliamento della pelle;
- fragilità cutanea;
- alterazioni pigmentarie;
- aumento della suscettibilità alle infezioni;
- dipendenza terapeutica.
Per questi motivi DermaClub ritiene opportuno evitare il ricorso ai corticosteroidi e privilegiare strategie che non inducano fenomeni di dipendenza farmacologica.
Il suggerimento DermaClub
Secondo l’approccio DermaClub, il trattamento della Psoriasi dovrebbe essere orientato al controllo dell’eccessiva cheratinizzazione e dell’infiammazione attraverso l’impiego di metodiche che favoriscano il normale ricambio epidermico.
L’obiettivo non è soltanto migliorare temporaneamente l’aspetto della pelle, ma cercare di ristabilire condizioni più favorevoli al corretto funzionamento della cute.
Psoriasi al cuoio capelluto: come riconoscerla e trattarla
La psoriasi del cuoio capelluto è una delle forme più frequenti della malattia.
Può comparire come una semplice desquamazione iniziale oppure manifestarsi con placche molto estese ricoperte da squame abbondanti. Spesso viene confusa con la forfora o con altre condizioni infiammatorie del cuoio capelluto.
I sintomi più comuni sono:
- desquamazione abbondante;
- prurito;
- arrossamento;
- placche ricoperte da squame biancastre;
- sensazione di cute secca e tesa.
La psoriasi ai capelli non provoca direttamente la caduta permanente dei capelli, ma l’infiammazione e il grattamento possono favorire una perdita temporanea.
La presenza di squame diffuse porta molte persone a parlare impropriamente di “forfora”. In realtà la forfora della dermatite seborroica è costituita da squame generalmente più sottili, untuose e facilmente distaccabili, mentre la psoriasi del cuoio capelluto produce squame più spesse, secche, aderenti alla cute e spesso associate a placche arrossate ben delimitate. Le due condizioni possono apparire simili, ma hanno origine e trattamento differenti.
Quando la Psoriasi interessa il cuoio capelluto, l’obiettivo del trattamento è ridurre progressivamente le squame e contemporaneamente spegnere l’infiammazione che sostiene la malattia.
In pratica, la sera si applica una crema riducente a base di zolfo e acido salicilico, come Crema 2S di Most Skincare, sulle aree interessate. La crema va utilizzata in piccola quantità e massaggiata delicatamente sulle placche fino a completo assorbimento. Al termine del massaggio il prodotto non deve rimanere sui capelli ma essere assorbito dalla cute psoriasica.
L’azione combinata dello zolfo e dell’acido salicilico favorisce il distacco delle squame già presenti e, allo stesso tempo, contribuisce a ridurre la formazione di nuove squame.
Per favorire la riduzione dell’infiammazione tipica della psoriasi del cuoio capelluto, DermaClub consiglia inoltre di evitare i lavaggi tradizionali dei capelli. L’acqua, infatti, tende a disidratare ulteriormente la cute e l’umidità residua può contribuire al mantenimento dell’infiammazione.
Per mantenere puliti i capelli senza ricorrere ai normali lavaggi è possibile utilizzare il cosiddetto lavaggio a secco con soluzione di Permanganato di Potassio. La soluzione viene applicata su un telo morbido che deve essere strizzato fino ad ottenere un telo umido ma non bagnato; il telo viene poi passato delicatamente sui capelli.
Questo tipo di pulizia consente di mantenere i capelli puliti, privi di cattivi odori e contemporaneamente svolge un’azione antisettica utile sulla cute infiammata.
Un’altra possibilità terapeutica, nelle forme lievi di psoriasi del cuoio capelluto, è rappresentata dall’utilizzo di una lozione micropeeling come Glicosal di Most Skincare.
La lozione viene applicata la sera e frizionata delicatamente sulle placche psoriasiche utilizzando i polpastrelli delle dita. L’azione micropeeling favorisce il progressivo distacco delle squame superficiali e contribuisce allo spegnimento dell’infiammazione tipica della psoriasi del capillizio.
Anche in questo caso è consigliabile sospendere i lavaggi tradizionali dei capelli e ricorrere al lavaggio a secco con soluzione di Permanganato di Potassio, così da evitare l’azione irritante dell’acqua e dell’umidità sulla cute infiammata.


Shampoo per psoriasi: quali evitare e quali scegliere
Uno degli errori più frequenti consiste nell’utilizzare continuamente shampoo medicati nella speranza di eliminare rapidamente la desquamazione.
Molti prodotti commercializzati come shampoo per psoriasi del cuoio capelluto contengono sostanze aggressive o farmaci che possono irritare ulteriormente la cute.
Particolare attenzione meritano gli shampoo contenenti cortisone o altre sostanze antinfiammatorie ad azione farmacologica. Questi prodotti possono determinare un miglioramento iniziale ma non modificano il comportamento della malattia e possono favorire fenomeni di recidiva o di dipendenza da essi.
Per questo motivo la scelta del miglior shampoo per psoriasi non dovrebbe basarsi sulla presenza di farmaci ma sulla capacità di detergere delicatamente il cuoio capelluto senza irritarlo.
L’obiettivo non è eliminare forzatamente le squame, ma mantenere il cuoio capelluto pulito riducendo al minimo l’irritazione.
Lo shampoo suggerito da DermaClub
Una volta ottenuta la scomparsa delle squame e la normalizzazione del cuoio capelluto, è importante impostare una corretta prevenzione delle recidive.
In questa fase si consiglia di utilizzare uno shampoo delicato, privo di farmaci o di tensioattivi irritanti, capace di detergere il cuoio capelluto senza irritarlo.
DermaClub suggerisce l’impiego di Dermictiol Shampoo di Most Skincare, formulato con ittiolo solfonato, una sostanza ad azione antinfiammatoria naturale tradizionalmente utilizzata nelle dermatiti e nelle condizioni infiammatorie della pelle.
L’utilizzo regolare di uno shampoo delicato e non medicato aiuta a mantenere il cuoio capelluto in buone condizioni e può contribuire a ridurre la frequenza delle riacutizzazioni della psoriasi del cuoio capelluto.
Psoriasi alle unghie: sintomi e diagnosi differenziale
La psoriasi delle unghie, detta anche onicopatia psoriasica, è una manifestazione piuttosto frequente della malattia e può interessare sia le unghie delle mani sia quelle dei piedi.
Le alterazioni possono comparire anche in assenza di lesioni cutanee evidenti e talvolta rappresentano il primo e unico segno della Psoriasi.
Tra i segni più caratteristici troviamo:
- piccoli avvallamenti puntiformi della lamina ungueale (pitting);
- ispessimento dell’unghia;
- alterazioni del colore;
- distacco dell’unghia dal letto ungueale;
- fragilità e sfaldamento;
- il cosiddetto “salto d’unghia”, tipico della psoriasi ungueale.
Confondimento con onicomicosi
Frequentemente la psoriasi ungueale viene scambiata per onicomicosi, cioè un’infezione fungina dell’unghia.
Psoriasi ungueale e micosi possono infatti apparire molto simili:
- entrambe possono causare ispessimento;
- entrambe possono provocare alterazioni cromatiche;
- entrambe possono determinare distacco della lamina ungueale.
Per questo motivo, prima di iniziare un trattamento antimicotico, è importante eseguire una corretta diagnosi differenziale.
Molti pazienti vengono trattati per anni come affetti da micosi senza ottenere alcun beneficio, quando in realtà soffrono di psoriasi delle unghie.
Per approfondire la diagnosi differenziale è utile consultare anche l’articolo dedicato.
Unghia sana

Unghia psoriasica

I cambiamenti delle unghie causati dalla Psoriasi provocano disagio soprattutto se colpiscono le unghie delle mani.
La psoriasi ungueale può causare anche deformità delle falangi distali sia delle dita delle mani sia di quelle dei piedi.



Trattamento della psoriasi ungueale (onicopatia psoriasica)
Premesso che la psoriasi delle unghie viene molto frequentemente confusa con un’onicomicosi (micosi delle unghie) e quindi trattata erroneamente con farmaci antimicotici, è importante sapere che il trattamento dell’onicopatia psoriasica è spesso complesso e richiede tempi lunghi.
La difficoltà terapeutica dipende dal fatto che la malattia non interessa la lamina ungueale (la parte visibile dell’unghia), ma la matrice ungueale, cioè l’area situata sotto la pelle che produce continuamente la lamina stessa.
Per questo motivo l’applicazione di prodotti sulla sola superficie dell’unghia non produce risultati apprezzabili. Anche quando il trattamento viene applicato in prossimità della matrice, l’effetto terapeutico può essere lento perché le cellule responsabili della crescita ungueale si trovano in profondità. È quindi necessario considerare che gli eventuali miglioramenti saranno graduali e visibili solo con la crescita della nuova unghia.
Il trattamento suggerito da DermaClub
Un primo accorgimento consiste nel limitare il più possibile il contatto con acqua e umidità, soprattutto quando è presente il caratteristico scollamento tra la lamina ungueale e il letto ungueale (onicolisi). L’acqua che penetra sotto l’unghia può infatti favorire irritazione e infiammazione, contribuendo al peggioramento della psoriasi ungueale.
Come trattamento riducente naturale non farmacologico, DermaClub suggerisce l’applicazione di un preparato solfo-salicilico come Onicosana di Most Skincare.
Lo zolfo svolge una funzione riducente e normalizzante della cheratinizzazione, mentre l’acido salicilico favorisce il distacco delle squame e dell’eccesso di cheratina che si accumula sotto l’unghia.
Il prodotto va applicato con particolare attenzione lungo il contorno dell’unghia e soprattutto nella zona di separazione tra lamina ungueale e letto ungueale, in modo da favorire la penetrazione del trattamento sotto l’unghia stessa. In questo modo è possibile ridurre progressivamente l’accumulo di squame e favorire una crescita più regolare della lamina.
L’importanza dell’esposizione solare
Un ruolo importante è svolto anche dall’esposizione ai raggi solari. I raggi ultravioletti rappresentano infatti uno dei più efficaci riducenti naturali della psoriasi.
Per le unghie dei piedi è consigliabile, quando possibile, l’utilizzo di calzature aperte come sandali, che consentano alla luce solare di raggiungere direttamente le unghie.
Smalto sì, gel e semipermanente no
Chi desidera mascherare l’aspetto dell’unghia psoriasica può utilizzare il normale smalto cosmetico, senza compromettere il trattamento.
La ragione è semplice: la psoriasi non interessa la superficie della lamina ungueale ma la matrice e il letto ungueale. Pertanto lo smalto applicato sulla parte visibile dell’unghia non interferisce né con l’azione della luce né con quella dei trattamenti applicati attorno all’unghia.
Diverso è il discorso per smalto semipermanente, gel e ricostruzioni, che sono generalmente sconsigliati. Le procedure necessarie per la loro applicazione e soprattutto per la loro rimozione possono infatti provocare microtraumi ripetuti all’apparato ungueale, favorendo il peggioramento della malattia attraverso il cosiddetto fenomeno di Koebner.
Per lo stesso motivo è opportuno evitare trattamenti estetici aggressivi come la rimozione delle cuticole, la limatura eccessiva o altre manovre traumatiche sulle unghie affette da psoriasi.
Ricorda: nella psoriasi ungueale l’obiettivo non è migliorare temporaneamente l’aspetto della lamina, ma favorire la produzione di una nuova unghia sana agendo nel tempo sulla matrice ungueale. Questo richiede costanza, pazienza e una corretta gestione quotidiana delle unghie.
Psoriasi a placche al corpo: caratteristiche cliniche
La forma più conosciuta della psoriasi è la psoriasi a placche, che interessa principalmente tronco, gomiti, ginocchia e arti.
Le lesioni appaiono come aree arrossate ben delimitate ricoperte da squame biancastre o argentee.
La psoriasi del corpo può manifestarsi in modo molto variabile:
- con poche placche isolate;
- con numerose lesioni diffuse;
- con interessamento prevalente di gambe e braccia;
- con estensione a gran parte della superficie corporea.
Le localizzazioni più frequenti comprendono:
- psoriasi alle gambe;
- psoriasi alle braccia;
- regione lombare;
- gomiti;
- ginocchia.
Le placche possono provocare prurito, sensazione di tensione cutanea e, nei casi più severi, fissurazioni dolorose.




Se osserviamo in ingrandimento una placca di psoriasi possiamo notare una base infiammatoria ricoperta da squamosità in parte adese, in parte sollevate ed in parte già distaccate. Il tutto forma delle micro fessurazioni che si intrecciano tra di loro.

- In questa placca viene a mancare la flessibilità, tipica dello strato corneo compatto, per cui ad ogni movimento si forma una microfissurazione.
- La Funzione Barriera è alterata per cui nella placca può penetrare acqua, detergenti, sporco, microrganismi.
- Lo stato infiammatorio della placca testimonia la condizione di stress delle cellule viventi che non sono più protette da uno strato corneo compatto.
Quando la Psoriasi è al corpo: l’impiego dei Riducenti Naturali
Storicamente il trattamento della Psoriasi si è avvalso dei cosiddetti riducenti naturali, sostanze in grado di rallentare l’eccessiva proliferazione delle cellule epidermiche.
Tra questi il più noto è il Coal Tar (catrame di carbone), utilizzato da oltre un secolo nella gestione delle forme psoriasiche.
Il Coal Tar crema possiede proprietà riducenti che contribuiscono a normalizzare il turnover epidermico e a ridurre progressivamente le placche.
L’impiego dei riducenti naturali continua ancora oggi ad avere un ruolo importante nella gestione delle forme croniche della malattia.
Il suggerimento DermaClub per il trattamento della Psoriasi a placche
Per la cura della psoriasi a placche DermaClub suggerisce l’impiego di sostanze riducenti naturali applicate direttamente sulle lesioni.
Tra queste rientrano preparazioni a base di:
- zolfo;
- acido salicilico;
- ittiolo;
- Coal Tar.
L’obiettivo del trattamento è favorire una progressiva riduzione delle squame e delle placche evitando l’utilizzo di farmaci.
Psoriasi palmo-plantare (PPP): come riconoscerla
Una forma particolarmente frequente di psoriasi è la psoriasi palmo-plantare, una variante che può interessare le palme delle mani, le piante dei piedi oppure una sola di queste sedi.
La malattia si manifesta tipicamente con:
- secchezza della pelle
- desquamazione
- ispessimento cutaneo
- fissurazioni e ragadi
- arrossamento
- dolore nelle aree soggette a pressione
Quando interessa prevalentemente i piedi si parla spesso di psoriasi plantare (o psoriasi ai piedi), mentre quando coinvolge soprattutto le mani si parla di psoriasi palmare. Si tratta tuttavia della stessa malattia localizzata in sedi differenti.
In alcuni casi compare una variante caratterizzata dalla formazione di piccole pustole sulle mani e sui piedi: in questa situazione si parla di psoriasi palmo-plantare pustolosa (PPPP).
La psoriasi palmo-plantare è spesso difficile da trattare perché interessa aree continuamente sottoposte a microtraumatismi, attrito, pressione e contatto con sostanze irritanti. Il normale utilizzo delle mani e il semplice camminare possono contribuire a mantenere attiva l’infiammazione e a rallentare la guarigione delle lesioni.
Il trattamento suggerito da DermaClub
Il trattamento suggerito da DermaClub per la psoriasi palmo-plantare non differisce sostanzialmente da quello utilizzato per la psoriasi a placche.
L’obiettivo è favorire il distacco delle squame, ridurre l’infiammazione e limitare tutti quei fattori che contribuiscono al mantenimento della malattia.
La sera si applica una crema riducente solfo-salicilica, utilizzandone una piccola quantità e massaggiando accuratamente fino al completo assorbimento.
Al mattino si applica un prodotto protettivo, sempre in quantità ridotta e con abbondante massaggio.
L’importanza di evitare acqua e umidità
Nella psoriasi palmo-plantare è particolarmente importante evitare di bagnare e lavare mani e piedi, poiché l’acqua e i detergenti possono aumentare l’irritazione della cute e favorire la comparsa di nuove lesioni.
Per l’igiene quotidiana DermaClub suggerisce il lavaggio a secco con soluzione di Permanganato di Potassio, che svolge un’azione disinfettante, astringente e antinfiammatoria senza gli effetti irritanti tipici dell’acqua e dei detergenti.
Proteggere le mani dagli irritanti
Quando la psoriasi interessa le mani è fondamentale evitare il contatto con sostanze irritanti come detergenti, solventi, vernici, polveri e altri materiali utilizzati nelle attività domestiche o lavorative.
Per questo motivo è utile l’impiego di guanti in nitrile, soprattutto durante lavori domestici o professionali che prevedano il contatto con sostanze irritanti.
Poiché i guanti in nitrile non consentono una buona traspirazione della pelle, è opportuno utilizzarli solo per il tempo strettamente necessario e sostituirli quando si forma umidità all’interno.
La riduzione dei microtraumi, dell’umidità e del contatto con sostanze irritanti rappresenta uno degli aspetti più importanti per favorire la regressione della psoriasi palmo-plantare e ridurre il rischio di recidive.
Psoriasi Palmare

Psoriasi Plantare

Psoriasi guttata: una forma particolare di psoriasi
Una forma particolare di psoriasi è la psoriasi guttata, caratterizzata dalla comparsa improvvisa di numerose piccole chiazze eritemato-desquamanti distribuite su gran parte del corpo.
Il nome guttata deriva proprio dall’aspetto delle lesioni, che ricordano tante piccole gocce (“gutta” in latino significa goccia) disseminate sulla cute.
A differenza della psoriasi a placche, le lesioni sono generalmente di piccole dimensioni ma molto numerose e possono comparire rapidamente nell’arco di pochi giorni.
Il rapporto tra psoriasi guttata e infezione da streptococco
Una caratteristica della psoriasi guttata è che compare molto frequentemente dopo un’infezione delle tonsille sostenuta da Streptococco beta-emolitico.
In questi casi l’infezione tonsillare rappresenta il fattore scatenante della malattia e, quando il focolaio infettivo viene eliminato correttamente, si verifica anche la regressione della psoriasi guttata.
Per questo motivo, quando il dermatologo sospetta una psoriasi guttata, è opportuno ricercare la presenza di una possibile infezione tonsillare da streptococco.
Gli accertamenti più utilizzati comprendono:
- dosaggio del Titolo Antistreptolisinico (TAS) nel sangue;
- tampone tonsillare per la ricerca dello Streptococco.
Se questi esami risultano positivi, il trattamento della psoriasi guttata passa innanzitutto attraverso la bonifica del focolaio tonsillare, che dovrà essere impostata dal medico curante o dallo specialista.
Secondo l’esperienza clinica riportata da DermaClub, un comune ciclo di antibiotici può non essere sufficiente ad eliminare completamente il focolaio infettivo. In casi selezionati il medico può valutare l’impiego di penicillina ritardo da 1.200.000 u.i. (Diaminocillina®) un’iniezione intramuscolare al giorno per sei giorni consecutivi.
La scelta del farmaco, del dosaggio e della durata della terapia deve essere sempre effettuata dal medico, sulla base della conferma dell’infezione e delle condizioni cliniche del paziente.
Quando la bonifica del focolaio streptococcico avviene correttamente, si può osservare la regressione spontanea della psoriasi guttata, confermando il ruolo determinante dell’infezione nel mantenimento di questa particolare forma di psoriasi.
Il trattamento topico della psoriasi guttata non differisce da quello della psoriasi a placche. DermaClub suggerisce pertanto lo stesso protocollo terapeutico locale, basato sull’impiego di riducenti naturali e sulla riduzione dei fattori irritativi che mantengono l’infiammazione.



Domande frequenti sulla psoriasi
No. La Psoriasi non è una malattia infettiva e non è contagiosa. Non può essere trasmessa attraverso il contatto diretto, gli oggetti condivisi o la vicinanza con altre persone.
La Psoriasi è generalmente considerata una malattia cronica recidivante. Tuttavia è possibile ottenere lunghi periodi di remissione e un buon controllo delle manifestazioni cutanee attraverso strategie terapeutiche adeguate.
Non esistono alimenti riconosciuti come responsabili della Psoriasi. Le numerose diete proposte nel tempo non hanno dimostrato un’efficacia. È comunque consigliabile seguire un’alimentazione equilibrata e mantenere un peso corporeo adeguato.
Esiste una predisposizione genetica. Chi ha familiari affetti da Psoriasi presenta una probabilità maggiore di sviluppare la malattia rispetto alla popolazione generale. Tuttavia la predisposizione genetica da sola non è sufficiente a determinare la comparsa delle lesioni.
La Psoriasi produce placche ben delimitate con squame spesse e aderenti. La dermatite seborroica tende invece a provocare desquamazione più fine, untuosa e diffusa, soprattutto nelle aree ricche di ghiandole sebacee come cuoio capelluto, sopracciglia e pieghe del volto.
In alcune situazioni le due condizioni possono coesistere rendendo necessaria una valutazione specialistica.
L’esposizione solare moderata può migliorare temporaneamente alcune forme di Psoriasi grazie all’azione dei raggi ultravioletti. Tuttavia l’esposizione eccessiva può provocare ustioni e peggiorare il quadro clinico.
Hai dubbi sulla Psoriasi? Parlane con gli esperti di DermaClub
La Psoriasi è una malattia complessa che può manifestarsi in modi molto diversi da persona a persona. Comprendere correttamente le caratteristiche delle lesioni e scegliere il trattamento più adatto è spesso fondamentale per ottenere un buon controllo della malattia.
Se desideri confrontarti con specialisti e con altre persone che convivono con la Psoriasi, puoi visitare il Forum di DermaClub, dove trovare approfondimenti, casi clinici e discussioni dedicate alle diverse forme di Psoriasi.
















