
Disidrosi Plantare: il trattamento secondo DermaClub
21/09/2023
Micosi ai Piedi: trattamenti farmacologici e rimedi alternativi
21/09/2023La micosi delle unghie dei piedi, o onicomicosi, è in realtà un evento meno frequente di quanto comunemente si pensi, soprattutto quando la lamina ungueale è compatta, integra e non è stata precedentemente danneggiata da altre patologie o da traumi.
Nonostante questo, la diagnosi di onicomicosi viene formulata molto frequentemente anche in presenza di alterazioni dell’unghia che hanno un’origine differente. La conseguenza è che molte persone vengono sottoposte a trattamenti antimicotici lunghi e costosi senza ottenere il miglioramento atteso.
Una delle principali cause di queste diagnosi errate è la difficoltà nel distinguere una vera micosi delle unghie da altre patologie ungueali, come la psoriasi ungueale e l’onicodistrofia. Inoltre, nelle unghie danneggiate possono essere riscontrati lieviti o muffe che si sono insediati secondariamente nella lamina, senza essere necessariamente responsabili dell’alterazione ungueale.
Per questo motivo, la presenza di un fungo nell’unghia non significa automaticamente che quel fungo sia la causa del danno alla lamina ungueale. Prima di iniziare una cura antimicotica è quindi importante stabilire se si tratti realmente di onicomicosi oppure di un’altra onicopatia.
Indice
Cos’è l’onicomicosi: definizione e classificazione dei funghi
Con il termine onicomicosi si indica un’infezione dell’unghia causata da elementi fungini. Le micosi delle unghie dei piedi possono essere associate a differenti gruppi di microrganismi fungini, è però importante distinguere i funghi che si insediano in una lamina ungueale già danneggiata da un’altra patologia dai funghi che, invece, sono direttamente responsabili del danneggiamento dell’unghia.
In dermatologia, i funghi che possono essere riscontrati a livello cutaneo e ungueale vengono distinti principalmente in dermatofiti, lieviti e muffe.
I dermatofiti sono funghi cheratinofili, cioè microrganismi in grado di utilizzare la cheratina, la principale proteina presente nello strato corneo della pelle, nei capelli e nelle unghie. Proprio per questa caratteristica possono parassitare le strutture cheratinizzate e provocarne progressivamente il danneggiamento.
Tra i dermatofiti maggiormente coinvolti nelle onicomicosi si trovano specie appartenenti al genere Trichophyton, tra cui Trichophyton rubrum e Trichophyton mentagrophytes.
Le infezioni causate dai dermatofiti vengono comunemente definite tigne e possono interessare la superficie cutanea e gli annessi, comprese le unghie.
Anche alcune muffe, come Scopulariopsis brevicaulis, specie di Fusarium e Aspergillus, e alcuni lieviti, soprattutto del genere Candida, possono essere riscontrati nelle unghie. La loro presenza, tuttavia, non significa necessariamente che siano responsabili della patologia: possono infatti insediarsi secondariamente in una lamina già danneggiata da altre condizioni, come psoriasi, onicodistrofia o traumi.
In questi casi è più corretto parlare di contaminazione fungina secondaria: eliminare il microrganismo con un antimicotico non risolve necessariamente l’alterazione dell’unghia, perché rimane la patologia che ne ha determinato il danneggiamento.
Secondo l’impostazione di DermaClub, la vera onicomicosi è invece legata principalmente all’invasione della lamina da parte dei dermatofiti cheratinofili, capaci di utilizzare e degradare direttamente la cheratina dell’unghia.
Anche i dermatofiti possono comunque insediarsi più facilmente su una lamina precedentemente danneggiata; per questo, anche dopo l’eliminazione del fungo, l’unghia non sempre recupera completamente il proprio aspetto originario.


Tipi e forme di onicomicosi delle unghie
L’onicomicosi può presentarsi in forme differenti a seconda del punto da cui inizia l’invasione fungina. La più comune è l’onicomicosi subungueale distale laterale, che spesso origina da una micosi della cute del piede e raggiunge l’unghia partendo dal margine distale o laterale. Più rara è l’onicomicosi subungueale prossimale, che interessa inizialmente la parte dell’unghia vicina alla matrice.
Nell’onicomicosi superficiale bianca il fungo invade invece direttamente la superficie della lamina, determinando la comparsa di aree biancastre, mentre nell’onicomicosi endomix l’invasione interessa direttamente la struttura della lamina ungueale.
Patologie che si confondono con l’onicomicosi: diagnosi differenziale
Molte alterazioni delle unghie dei piedi vengono interpretate come micosi ungueali sulla base del solo aspetto della lamina. Tra le condizioni che più frequentemente possono essere confuse con l’onicomicosi vi sono soprattutto la psoriasi ungueale e l’onicodistrofia.
Distinguerle è fondamentale perché richiedono approcci completamente differenti e non traggono beneficio da un trattamento antimicotico quando non è presente una reale infezione fungina.
Psoriasi delle unghie
La psoriasi delle unghie è una manifestazione piuttosto comune della psoriasi e può interessare sia le unghie delle mani sia quelle dei piedi.
Un elemento clinico che DermaClub considera particolarmente importante nella diagnosi è il cosiddetto “salto d’unghia”: tra due o più unghie alterate può essere presente un’unghia completamente integra.
Questa distribuzione discontinua delle lesioni orienta verso una onicopatia psoriasica piuttosto che verso un’onicomicosi. Secondo il ragionamento clinico proposto da DermaClub, infatti, sarebbe poco plausibile che un fungo coinvolgesse più unghie lasciandone completamente indenne una interposta.
La presenza contemporanea di segni di psoriasi in altre sedi del corpo rappresenta un ulteriore elemento importante per orientare la diagnosi verso la psoriasi ungueale.

Onicodistrofia
L’onicodistrofia rappresenta un’altra importante causa di confusione con l’onicomicosi, soprattutto a livello delle unghie dei piedi.
In questo caso il problema principale non è un’infezione fungina, ma una crescita alterata della lamina ungueale. Tra le condizioni che possono contribuire all’onicodistrofia vi sono l’invecchiamento, problemi vascolari, diabete, carenze alimentari, trattamenti chemioterapici e traumi ripetuti dell’unghia.
Le lamine possono apparire opache, rigate, ispessite, deformate o parzialmente staccate dal letto ungueale e possono modificare la normale direzione di crescita.
Proprio perché la struttura dell’unghia è compromessa, al suo interno possono successivamente insediarsi muffe o lieviti. Anche in questo caso, però, la loro presenza non significa necessariamente che il fungo sia la causa dell’alterazione: può trattarsi di una contaminazione fungina secondaria su un’onicodistrofia preesistente.
Il problema principale rimane quindi la distrofia della lamina. Anche eliminando l’eventuale microrganismo presente con un antimicotico, l’unghia può rimanere patologica e sostanzialmente immodificata, perché non è stata rimossa la causa che ne altera la crescita.
Fattori di rischio e prevenzione dell’onicomicosi
La vera onicomicosi può essere favorita da alcune condizioni che facilitano il contatto con i dermatofiti oppure rendono la lamina ungueale più vulnerabile alla loro penetrazione.
Tra i principali fattori di rischio vi sono:
- iperidrosi plantare, perché l’eccessiva sudorazione mantiene il piede in un ambiente caldo e umido favorevole alla proliferazione dei funghi;
- calzature chiuse e poco traspiranti, soprattutto quando vengono indossate per molte ore consecutive;
- presenza di una micosi della cute del piede, in particolare negli spazi interdigitali, dalla quale i dermatofiti possono successivamente raggiungere l’unghia;
- frequentazione abituale di piscine, palestre, spogliatoi e docce comuni, ambienti nei quali è più facile entrare in contatto con dermatofiti;
- traumi ripetuti delle unghie, per esempio provocati da calzature strette o attività sportive, che possono danneggiare la lamina e renderla più vulnerabile;
- condizioni come diabete, disturbi vascolari o immunodepressione, che possono favorire alterazioni delle unghie e aumentare la suscettibilità alle infezioni.
Per prevenire la micosi delle unghie è quindi utile mantenere i piedi asciutti, utilizzare calzature traspiranti, evitare di camminare a piedi nudi negli ambienti comuni e intervenire precocemente in presenza di una micosi della cute del piede.
È inoltre importante evitare traumi ripetuti e tagli eccessivamente aggressivi delle unghie. Una lamina integra e compatta rappresenta infatti una barriera naturale alla penetrazione dei dermatofiti.
Altri trattamenti dell’onicomicosi: antimicotici, laser e terapia fotodinamica
Farmaci antimicotici
Nel trattamento dell’onicomicosi possono essere utilizzati farmaci antimicotici topici o sistemici. La scelta della terapia deve tenere conto delle caratteristiche dell’infezione, dell’estensione del coinvolgimento ungueale e delle condizioni generali della persona.
Gli antimicotici applicati localmente possono incontrare difficoltà nel penetrare attraverso una lamina molto ispessita e danneggiata, mentre i farmaci antimicotici sistemici possono presentare effetti collaterali e richiedono pertanto una valutazione medica. Inoltre, anche dopo un trattamento efficace, l’onicomicosi può recidivare.
Laser e terapia fotodinamica
Negli ultimi anni sono stati proposti anche trattamenti fisici, come il laser per l’onicomicosi e la terapia fotodinamica delle unghie, con l’obiettivo di contrastare i microrganismi presenti nella lamina.
DermaClub non considera questi approcci una valida alternativa per il trattamento dell’onicomicosi e ne sconsiglia l’impiego, ritenendo insufficienti le evidenze disponibili per considerarli trattamenti di comprovata efficacia.













