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Cos’è l’acne rosacea
L’acne rosacea è una manifestazione infiammatoria della pelle con caratteristiche comuni sia alla rosacea sia all’acne volgare, da cui deriva il nome acne rosacea. Si manifesta prevalentemente nelle aree centrali del volto e può interessare guance, naso, mento, fronte e, in alcuni casi, anche palpebre, sopracciglia e attaccatura dei capelli. La lesione predominante è una follicolite intensamente infiammatoria, caratterizzata dalla comparsa di papule e pustole.
A differenza della rosacea, nella quale prevalgono l’arrossamento persistente e la dilatazione dei piccoli vasi sanguigni del volto, nell’acne rosacea compaiono papule e pustole molto simili a quelle dell’acne volgare, ma localizzate nelle stesse aree tipicamente interessate dalla rosacea.
Sebbene le lesioni possano ricordare quelle dell’acne giovanile, si tratta di due malattie differenti. Nell’acne rosacea, infatti, non sono presenti i comedoni (punti neri e punti bianchi), caratteristici dell’acne volgare, e l’infiammazione si sviluppa su una cute già predisposta all’infiammazione.
Secondo l’esperienza clinica di DermaClub, l’acne rosacea rappresenta frequentemente un’evoluzione della rosacea favorita dall’applicazione ripetuta di cosmetici o trattamenti topici che alterano il delicato equilibrio della pelle e possono favorire la proliferazione del Demodex folliculorum, l’acaro considerato una delle cause di questa patologia.
Sintomi dell’acne rosacea: come riconoscerla
I sintomi dell’acne rosacea possono svilupparsi gradualmente oppure comparire dopo un periodo di rosacea caratterizzata esclusivamente da arrossamento.
I segni più caratteristici comprendono:
- papule e pustole simili a quelle dell’acne;
- arrossamento persistente della parte centrale del viso;
- pelle sensibile e facilmente irritabile;
- sensazione di bruciore o calore;
- presenza di capillari dilatati (teleangectasie), già tipici della rosacea.
Una caratteristica importante è l’assenza dei comedoni (punti neri e punti bianchi), tipici invece dell’acne volgare. Questa differenza rappresenta uno degli elementi che permette al dermatologo di distinguere le due patologie.
In alcuni pazienti può comparire anche un interessamento degli occhi (rosacea oculare), con bruciore, sensazione di corpo estraneo, arrossamento delle palpebre e lacrimazione.
Il ruolo dell’acaro Demodex nella rosacea
L’acaro Demodex, e in particolare il Demodex folliculorum, è oggi considerato uno dei principali protagonisti dell’acne rosacea.
Il Demodex è un microscopico acaro che vive naturalmente nei follicoli piliferi, soprattutto quelli del volto, dove si nutre di detriti cellulari e secrezioni sebacee. La sua presenza è normale e può essere riscontrata nella maggior parte delle persone sane; per questo motivo non viene considerato, di per sé, un parassita patogeno.
Nei soggetti affetti da acne rosacea, tuttavia, è frequente osservare una presenza molto elevata di Demodex folliculorum, talvolta organizzato in veri e propri gruppi costituiti da numerosi acari all’interno dello stesso follicolo.
Questa osservazione ha portato alcuni ricercatori a ritenere che l’acaro Demodex sia il principale responsabile dell’infiammazione dell’acne rosacea. Secondo un’altra teoria, invece, la proliferazione del Demodex rappresenterebbe una conseguenza dell’acne rosacea stessa causata dall’utilizzo prolungato di creme e cosmetici che favoriscono la crescita dell’acaro.
Come si prende il Demodex?
Il Demodex folliculorum è presente praticamente in tutta la popolazione adulta e viene acquisito nel corso della vita attraverso i normali contatti interpersonali. La sua semplice presenza sulla pelle non significa essere malati e non è sufficiente, da sola, a provocare l’acne rosacea.

Come eliminare il Demodex?
L’obiettivo del trattamento non è eliminare completamente il Demodex, che fa parte della normale flora cutanea, ma ridurne l’eccessiva proliferazione quando contribuisce al mantenimento dell’infiammazione.
Secondo la teoria patogenetica del Demodex, vengono utilizzati farmaci antiparassitari, come Metronidazolo e Ivermectina, con l’obiettivo di ridurre o eliminare l’eccessiva proliferazione del Demodex. Secondo l’esperienza clinica di DermaClub, tuttavia, questi trattamenti non determinano un sostanziale miglioramento dell’acne rosacea e, in alcuni casi, possono persino contribuire al mantenimento o al peggioramento dell’infiammazione. Per questo motivo DermaClub propone un approccio differente, basato sull’impiego di una crema solfo-salicilica, finalizzato a normalizzare l’ambiente cutaneo e a ridurre le condizioni che favoriscono la proliferazione del Demodex.
La proposta DermaClub: il trattamento con crema solfo-salicilica
Secondo l’esperienza clinica di DermaClub, il trattamento dell’acne rosacea non deve limitarsi a contrastare il Demodex folliculorum, ma deve soprattutto modificare le condizioni della pelle che ne favoriscono la proliferazione e l’infiammazione dei follicoli piliferi.
Cosmetici
Chi è affetto da acne rosacea dovrebbe evitare l’applicazione di creme cosmetiche, creme idratanti, fondotinta in crema e altri prodotti occlusivi, poiché tendono a penetrare nei follicoli piliferi, favorendone l’occlusione e contribuendo al mantenimento dell’infiammazione.
Quando si desidera mascherare l’arrossamento è preferibile utilizzare cosmetici minerali in polvere, non occlusivi, che rimangono sulla superficie della pelle senza penetrare nei follicoli e senza alterarne il fisiologico equilibrio.
In molti casi il soggetto affetto da acne rosacea ha già eseguito numerosi trattamenti cosmetici o farmacologici senza ottenere un miglioramento e, talvolta, con un peggioramento del quadro clinico. In queste situazioni DermaClub consiglia di eseguire un periodo di digiuno cosmetico, sospendendo completamente l’applicazione di cosmetici per consentire alla pelle di “detossificarsi” prima di iniziare il trattamento con la crema solfo-salicilica. Le modalità per eseguire correttamente il digiuno cosmetico sono descritte nell’articolo dedicato.
Detersione della pelle
Anche la detersione del viso riveste un ruolo fondamentale nel trattamento dell’acne rosacea.
DermaClub sconsiglia l’utilizzo di detergenti schiumogeni, poiché contengono tensioattivi ad elevato potere lavante che rimuovono il film idrolipidico, alterano la barriera cutanea e possono aumentare l’irritazione di una pelle già infiammata. Per lo stesso motivo è preferibile evitare anche gli struccanti tradizionali, come acqua micellare e latte detergente.
Per la normale igiene quotidiana è consigliabile utilizzare un detergente non schiumogeno, come Base Lavante Eudermica di Most Skincare, che deterge delicatamente la pelle rispettandone il film idrolipidico.
Nei casi di acne rosacea particolarmente infiammata, DermaClub consiglia invece di sospendere temporaneamente i lavaggi con acqua e detergere il volto utilizzando una soluzione di permanganato di potassio, secondo il metodo descritto nell’articolo dedicato. Questa modalità permette di igienizzare la cute senza bagnarla direttamente e svolge contemporaneamente un’azione astringente, antinfiammatoria e antipruriginosa, contribuendo a ridurre l’infiammazione dei follicoli.
Trattamento dell’acne rosacea
La sera va applicata una minima quantità di crema solfo-salicilica, massaggiando delicatamente e a lungo fino al completo assorbimento. Il massaggio favorisce la penetrazione del prodotto negli sbocchi follicolari, sede principale dell’infiammazione.
La crema solfo-salicilica consigliata da DermaClub è Crema 2S di Most Skincare.
Secondo DermaClub, lo zolfo non agisce provocando la morte del Demodex folliculorum, ma regolandone la proliferazione. Secondo DermaClub, questo approccio consente di ridurre progressivamente la popolazione del Demodex senza provocarne una morte massiva all’interno dei follicoli, come invece avviene con i farmaci antiparassitari. La decomposizione degli acari morti potrebbe infatti contribuire ad alimentare ulteriormente la risposta infiammatoria locale. Per questo motivo DermaClub sconsiglia il ricorso ai trattamenti antiparassitari e preferisce un approccio volto a regolare la proliferazione del Demodex piuttosto che eliminarlo bruscamente.
Esposizione al sole e creme solari
Quando possibile, DermaClub suggerisce inoltre di accompagnare il trattamento con una graduale esposizione al sole, evitando naturalmente le scottature. L’esposizione solare contribuisce a rafforzare i naturali meccanismi di difesa della pelle e può favorire il miglioramento del quadro clinico.
Viene anche sconsigliato l’utilizzo abituale di creme solari, che possono penetrare nei follicoli piliferi e contribuire al mantenimento dell’infiammazione. Quando è necessaria una protezione dai raggi solari, DermaClub preferisce schermi solari minerali, che rimangono sulla superficie della pelle senza occludere gli sbocchi follicolari.
Domande Frequenti sull'acne rosacea
No. L’acne rosacea non è una malattia contagiosa e non può essere trasmessa attraverso il contatto con altre persone.
Secondo DermaClub l’obiettivo del trattamento non è eliminare completamente il Demodex, che è normalmente presente sulla pelle della maggior parte delle persone, ma ridurne progressivamente la proliferazione creando condizioni cutanee meno favorevoli al suo sviluppo.
Alcuni pazienti riferiscono un peggioramento dopo l’assunzione di alcolici, cibi molto piccanti o bevande particolarmente calde. Tuttavia, secondo DermaClub, alcuni cibi possono causare maggiore infiammazione ma la loro eliminazione non porta ad alcun beneficio sull’andamento dell’acne rosacea.
L’acne rosacea tende ad avere un decorso cronico con periodi di miglioramento e possibili riacutizzazioni. Eliminare i fattori favorenti e seguire una corretta gestione della pelle permette spesso di ottenere remissioni anche molto prolungate.
Secondo DermaClub l’esposizione graduale al sole non è controindicata, anzi può rappresentare un valido aiuto nel trattamento dell’acne rosacea. L’esposizione solare, purché moderata e senza arrivare alla scottatura, contribuisce a rafforzare i naturali meccanismi di difesa della pelle e può favorire il miglioramento dell’infiammazione.
Secondo DermaClub è da evitare l’applicazione di creme solari, poiché possono penetrare nei follicoli piliferi e contribuire al mantenimento dell’infiammazione.
La couperose rappresenta generalmente la fase iniziale della malattia ed è caratterizzata soprattutto da arrossamento e piccoli capillari dilatati (teleangectasie), senza lesioni infiammatorie.
Con il termine rosacea si identifica la malattia infiammatoria cronica del volto, nella quale l’arrossamento diventa più persistente e possono comparire bruciore, vampate di calore e una marcata sensibilità cutanea.
L’acne rosacea è invece una manifestazione della rosacea nella quale, oltre all’arrossamento, compaiono anche papule, pustole e follicoliti, rendendo il quadro clinico simile all’acne volgare. A differenza dell’acne giovanile, tuttavia, non sono presenti punti neri e punti bianchi (comedoni).
Per approfondire le caratteristiche della rosacea e della couperose è possibile consultare l’articolo dedicato.













