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11/08/2023Il carcinoma basocellulare, o epitelioma basocellulare (detto anche basalioma), è il tumore della pelle più frequente nell’uomo.
Si tratta di una neoplasia cutanea a crescita lenta, ma non per questo innocua. A differenza del melanoma, che ha un’elevata capacità di metastatizzare, il carcinoma basocellulare raramente si diffonde ad altri organi, ma può infiltrare e distruggere i tessuti locali se non trattato precocemente.
In Italia si stimano circa 150.000 nuovi casi ogni anno, con un’incidenza in costante aumento.
Indice
Cos’è il carcinoma basocellulare
Il carcinoma basocellulare è un tumore che origina dalle cellule basali dell’epidermide.
Le cellule basali, insieme ai cheratinociti, sono responsabili del continuo rinnovamento dell’epidermide. Quando queste cellule subiscono un danno, possono andare incontro a trasformazione tumorale dando origine all’epitelioma basocellulare.
Questo tumore è caratterizzato da:
- crescita lenta
- scarsa capacità metastatizzante
- forte capacità di invasione locale
È importante sottolineare che non è un tumore benigno infatti spesso è difficile da eradicare, può recidivare più volte, può manifestarsi in forma aggressiva e infiltrativa.
Cause e fattori di rischio
Nel 90% dei casi, il carcinoma basocellulare è legato all’esposizione ai raggi UV, sia naturali (sole) sia artificiali (lampade abbronzanti).
Questo lo rende uno dei tumori più strettamente collegati all’errata fotoprotezione.
I principali fattori di rischio includono:
- Pelle chiara (fototipi bassi)
Maggiore sensibilità ai raggi ultravioletti - Esposizione solare cronica
Tipica di chi lavora o vive all’aperto - Uso di lampade abbronzanti
Fonte artificiale di radiazioni UV - Sistema immunitario compromesso
(trapianti, farmaci immunosoppressori, cortisone, chemioterapia) - Esposizione a radiazioni ionizzanti
(radioterapia, raggi X)
Soggetti a rischio
Il rischio di tumore della pelle aumenta in soggetti con determinate caratteristiche legate al fototipo cutaneo.
Sono più esposti:
- soggetti con pelle chiara, occhi chiari e capelli biondi o rossi
- persone con lentiggini
- chi svolge attività all’aperto
- chi ha vissuto a lungo in aree tropicali o molto soleggiate
- chi utilizza frequentemente lampade UV
Sintomi e segni del carcinoma basocellulare: i segnali d’allarme
Per una diagnosi precoce è fondamentale riconoscere i segnali iniziali del tumore.
I principali segni d’allarme sono:
- lesione che sanguina e si ricopre di crostosità le quali si distaccano ma si riformano continuamente
- placca arrossata che cresce lentamente senza causa apparente
- nodulo color carne o rossastro
- ulcerazione persistente che non guarisce
- area che appare come una cicatrice senza trauma precedente
Qualsiasi lesione cutanea che non guarisce deve essere considerata sospetta.
- Compare una lesione dove la pelle si distacca e sanguina, si formano delle croste che si staccano e si riformano di continuo

- Compare una placca infiammatoria senza una causa apparente che va lentamente estendendosi

- Si forma un nodulo color carne o arrossato

- Compare una erosione rotonda dove la pelle non si riforma

- Compare una area che ricorda una cicatrice non preceduta da trauma o ferita

Diagnosi e accertamento del dermatologo


La diagnosi del carcinoma basocellulare è generalmente clinica e viene effettuata dal dermatologo.
Il medico utilizza:
- Osservazione diretta della lesione
- Dermatoscopia: esame che permette di analizzare la struttura del tumore
Biopsia cutanea
Nei casi dubbi si procede con:
- Biopsia cutanea (prelievo di un piccolo campione di tessuto)
- Esame istologico (analisi al microscopio)
La biopsia è necessaria quando la diagnosi non è certa o per confermare il tipo di tumore.
Forme cliniche del carcinoma basocellulare
Il carcinoma basocellulare può presentarsi in diverse forme.
Forma nodulare

Epitelioma Basocellulare Ulcerato accanto ad un Nevo di Miescher

Carcinoma basocellulare: opzioni di trattamento
Il carcinoma basocellulare, pur essendo un tumore raramente metastatizzante, presenta una elevata tendenza alla recidiva.
Questo comportamento è legato a due fattori principali:
- i margini del tumore non sono sempre ben definibili e possono essere presenti cellule tumorali anche a distanza dalla lesione visibile
- la cute che ha sviluppato un tumore è spesso già danneggiata e predisposta a formarne altri nel tempo
Per questo motivo, diagnosi precoce e trattamento tempestivo sono fondamentali.
La chirurgia
La chirurgia dermatologica rappresenta ancora oggi il trattamento standard.
Consiste in:
- asportazione completa del tumore
- rimozione di una porzione di tessuto sano circostante (margine di sicurezza)
Svantaggi:
- possibile esito cicatriziale
- costi elevati
- possibile recidiva
La distruzione termica
Il tumore può essere distrutto tramite energia termica:
- LASER
- radiofrequenza
- azoto liquido (crioterapia)
Limiti:
- danno ai tessuti sani
- esiti cicatriziali
- rischio di infezione
- recidive frequenti
Per questi motivi, oggi queste tecniche dovrebbero essere meno utilizzate.
La distruzione meccanica
Consiste nella rimozione del tumore mediante cucchiaio tagliente (curette).
Limiti:
- esito cicatriziale non ottimale
- possibilità di recidiva
La distruzione con raggi ionizzanti
L’utilizzo di raggi X è oggi quasi abbandonato a causa di:
- rischio di danno ai tessuti sani
- possibilità di indurre tumori secondari da raggi X
Terapia Fotodinamica (PDT): Protocollo per Carcinoma Basocellulare
La Terapia Fotodinamica (PDT) rappresenta una valida opzione terapeutica nel trattamento del carcinoma basocellulare, con protocolli che possono variare in base al tipo di lesione, alla sede e alle caratteristiche del paziente.
In sintesi, il trattamento prevede:
- valutazione dermatologica e raccolta del consenso informato
- preparazione della lesione, quando necessario
- applicazione di acido 5-aminolevulinico (ALA) al 10%
- occlusione dell’area trattata per favorire l’assorbimento
- tempo di attesa (2–4 ore) per la formazione della Protoporfirina IX
- esposizione alla luce rossa (circa 10 minuti)
- medicazione finale e gestione domiciliare nei giorni successivi
Il trattamento può essere ripetuto nel tempo e richiede controlli clinici periodici per monitorare l’evoluzione e prevenire eventuali recidive.
I risultati della ALA-PDT, secondo la letteratura, sono sovrapponibili alla chirurgia tradizionale e superiori ad alcuni metodi distruttivi, con importanti vantaggi:
- assenza di cicatrici rilevanti
- buon risultato estetico
- possibilità di trattare aree estese
- trattamento di pazienti non candidabili alla chirurgia
Per approfondire nel dettaglio la metodica, il protocollo completo e le indicazioni cliniche:
leggi l’articolo dedicato: https://dermaclub.it/schede-dermatologiche/terapia-fotodinamica-in-dermatologia-in-sintesi/
Il trattamento con farmaci topici
Sono stati utilizzati:
- 5-FluoroUracile (5-FU)
- Imiquimod
Limiti:
- irritazione cutanea
- tempi lunghi di trattamento
- recidive frequenti
- scarsa tollerabilità
Per questo motivo, il loro impiego è oggi limitato.
Esempi di trattamento con Terapia Fotodinamica


Prognosi e rischio di recidiva
La prognosi del carcinoma basocellulare è generalmente buona:
- mortalità molto bassa
- rarissime metastasi
Tuttavia:
- esiste un alto rischio di recidiva locale
- la pelle danneggiata può sviluppare nuovi tumori
Per questo è fondamentale il follow-up dermatologico periodico.
Prevenzione del carcinoma basocellulare
La prevenzione del cancro della pelle si basa sulla riduzione dell’esposizione ai raggi UV.
È consigliato:
- evitare esposizione prolungata al sole
- non utilizzare lampade abbronzanti
- proteggere la pelle con indumenti
- effettuare controlli dermatologici regolari
Quando rivolgersi al dermatologo
È importante consultare uno specialista in presenza di:
- lesioni cutanee persistenti
- cambiamenti sospetti della pelle
- sanguinamento o ulcerazione
- noduli o croste che non guariscono
Una diagnosi precoce è la chiave per un trattamento efficace.









